UN ANNO DI P-ORTO.

P-orto di terra. Manifesto.

Un anno fa le Storie Terragne approdavano per la prima volta al P-orto di Terra, mescolandosi a mani, pensieri, voci, sapori.

Grazie a tutt* le mani che hanno sfogliato il libro, agli occhi che hanno visto il nostro Teatro senza previa cottura, ai tremori, alle rivoluzioni gentili.

Il viaggio continua, la raccolta di quotidiane vite terragne sta per ricominciare. Cerchiamo sempre marinai, presto le coordinate per navigare con noi.

http://mal-adresse.blogspot.it/

nel respiro del mondo, in fondo. di Gianluca Costantini

STORIE TERRAGNE, IL VIAGGIO FIN QUI.

Un libro, la messa in corpo scenico, gli incontri.
scatto di Alice Fiorilli

Storie Terragne è un libro autoprodotto da noi che siamo l’associazione culturale di Lecce “in alto a sinistra”, Puglia del Sud. Un libro-oggetto-creatura che parte da sei incontri raccontati e un non-mercato. Storie in cui la terra è scelta di vita e di cura.

Toni, Giovanni, Giuseppe, Saverio, Rosmarie, Gianfranco.

Mandorle, puccia, miele, insalata, marmellata di peperoncini, olio.

E il vino che sacralizza gli incontri a tavola diventati parole. Inizio del viaggio.

Un passaggio di mani in mano.

Le parole arrivano al segno essenziale, ricerca di radice, di Gianluca Costantini che traduce in paesaggi, facce, desideri d’inchiostro.

Il tutto si fa p-orto in un libro graficamente curato da Francesco Maggiore, stampato in 501 copie che traduce in carta, colore, timbri vegetali i fili cuciti.

Le parole volano tra le mani di Francesco Aiello, attore calabrese, che le intreccia a sé in un monologo di pancia dal titolo “Storie senza previa cottura” un teatro non teatro della crudità.

Ad abbracciare la performance, o meglio questo dare forma con la voce e i segni alle storie terragne, l’incontro con la musica e il canto.

Hanno dato fiato e tappeti musicali finora alle Storie Terragne: il chitarrista Michele Piombetti e la cantantessa Silvia Liuti, marchigiani, che hanno seminato con canti mediterranei il flusso di parole e segni; il chitarrista cantante cosentino Aldo d’Orrico che ha dato una pancia di rural-blues alle storie, legandole ai terragni neri d’america; il musicista cantante non professionista, ricercatore di verità Adriano Barranco, che ha smontato e sussurrato con voce, violino, organetto canti tarantati e serenate sicule, tra Apollo e Dioniso.

Le Storie Terragne sono una specie di Ape-nomade che dove va ri-forma, ri-tesse, incontra il nuovo, allarga le maglie delle utopie possibili.

L’Ape-nomade viaggia con bottiglie poetiche, timbri rossi e una macchina da scrivere Olivetti Lettera 32, che incontrano il vino dei luoghi che toccano, mescolano poeticamente odori e sapori dei p-orti in cui sbarca, ricercandone il cibo profondo, il terragno che c’è.

Ogni approdo rinnova il viaggio e si fa portatore di altre storie.

Storie di cibo e terra, mani e cuore.

Le coste che abbiamo bagnato:

20 ottobre 2012, Masseria Sant’Angelo (Lecce),

9 dicembre 2012, Ass. Mujmunè (Leverano-Le)

16 dicembre 2012, Fondo Verri (Lecce)

28 marzo 2013, Biosteria Piccapane (Cutrofiano-Le)

21 giugno 2013, Contrada Vallone (Cosenza)

18 luglio 2013, Macrohabitat (Costernino- Br)

Finora hanno caricato masserizie, sparso odori, ricercato spezie, redatto diari di bordo, impastato farine, spillato vini con noi, elaborato sguardi fotografici, messo in piedi dimore nomadi:

Anna Sicuro, Lara Esposito, Simone Dimitri, Francesco Maggiore, Maddalena Santostefano, Francesco Aiello, Corrado d’Elia, Giuseppe Apollonio, Michela Bidetti, Valentina Rubrichi, Alice Fiorilli, Claudia Mollese, Lorenzo Bertelli, Silvia Liuti, Michele Piombetti, Aldo D’Orrico, Iris Balzano, Francesca Gariano, Francesco Cangemi, Gianni Bianchini, Adriano Barranco.

bottiglie

LIBRERIE TERRAGNE

Per scoprire che forma hanno le storie terragne,
come sono le pagine in cui abitano,
che odore ha la copertina
e di che cosa sanno i segni…

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Trovate le Storie Terragne a:

LECCE, Libreria Palmieri, via Trinchese 62, http://www.libreriapalmieri.com/

LECCE, Artego Artigianato Creativo, via Palmieri 9, https://www.facebook.com/artego.artigianatocreativo

ALESSANO (le), Libreria Idrusa, via Carlo Sangiovanni, http://www.libreriaidrusa.it/

COSENZA, Libreria Ubik, via Galliano 4, http://www.ubiklibri.it/dovesiamo.php?idDoveSiamo=22

NAPOLI, IlPunto Librarteria, Via Diodato Lioy 11 (alle spalle della fontana di Monteoliveto), http://librarteria.org/

BARCELLONA, Libreria Le Nuvole, Carrer de Sant Lluis, 11, http://www.libreriaitalianalenuvole.com/

Le Storie Terragne possono essere ordinate direttamente scrivendo una mail a ass.inaltoasinistra@libero.it, saranno consegnate a mano o spedite.

Storie Terragne

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racconti di Maira Marzioni

di-segni di Gianluca Costantini

Libere Edizioni ‘In Alto a Sinistra’

Le storie di Maira Marzioni consegnate al segno essenziale di Gianluca Costantini hanno srotolato il filo del lavoro di ricerca e racconto dell’associazione “In alto a sinistra” svolto nel corso di un anno. Tracce segniche e parole che, grazie alla cura di Francesco Maggiore, hanno trovato porto sensibile in un libro-oggetto dal titolo “Storie terragne”. All’interno, le storie di sei produttori coltivatori e curatori della terra nel rispetto della sua fertilità, del suo ritmo e dei suoi sapori autentici, arricchite da alcuni contributi frutto del percorso di ricerca che ha accompagnato il progetto “Ter-ragno”.

Il libro, inoltre, contiene traccia degli esperimenti di tipografia e calcografia impropria che hanno caratterizzato la ricerca avviata durante l’anno: timbri autoprodotti, orme di cibo e di elementi vegetali e caratteri tipografici originari, “radiciosi”, come le storie che vanno a raccontare. Il libro approderà al P-orto di Terra, attraccherà in una stanza tutta sua, per rendere visibili le tappe del viaggio, svelandone le rotte segniche.

 

Volevamo raccontare storie di donne e uomini che coltivano la terra in maniera r-esistente. Donne e uomini per cui coltivare sanamente la terra non è solo un lavoro, ma un pezzo di vita.

Il viaggio è partito dalle parole di Rina Durante, scrittrice di questo Sud e Luigi Veronelli, enogastronomo di quel Nord. Volevamo farci ispirare da chi aveva già masticato racconti di terre e r-esistenze ed evocare la completezza di uno sguardo maschile e femminile, del sud e del nord.

Ogni racconto nasce poi da un incontro, da una giornata passata insieme a Giuseppe, Saverio, Rosmarie, Toni, Giovanni, Gianfranco, col cibo e la tavola come scambio conviviale di ricordi, pensieri, intrecci di luoghi e persone.

Non sono biografie o racconti di vita, né interviste. Ma incontri prima vissuti e poi raccontati come si asciugano i panni al sole.

Da ogni legame siamo usciti più ricchi e col sogno nel cuore, convinti che avere un rapporto di cura e amore con gli alberi, le piante, gli animali sia un modo sano e bello di conoscersi, di conoscere, di amare.

Ogni persona è stata un porto al dolore che ci ha abitato in molti momenti, un modo per trovare la bellezza dei gesti minimi, quotidiani, vitali, necessari.

Ogni racconto ha generato poesia, una poesia semplice, attaccata alla terra, al corpo, alle ferite, le nostre e quelle del mondo.

Ogni viaggio di parole è stato poi consegnato come dono a Gianluca, che lo ha trasformato in altri segni essenziali, “terragni”, partendo da appunti visivi suscitati dal racconto e arricchendone la tessitura.

Un passaggio di mano in mano gentile e rispettoso, una trasformazione piccola e lenta dalle mani di chi coltiva a quelle di chi scrive, cucina, disegna.

Il viaggio finisce in un mercato speciale, seguendo lo stesso tragitto del cibo che da terra, sole, aria si fa pane da spartire, attraversamento verso altre mani impreviste, diventando incontro, corpo, tessuto primario.

Questo oggetto-libro è l’ultimo passaggio necessario. La forma e la cura mantengono l’essenza delle storie: la macchina da scrivere ne conserva il tratto manuale, un solco grafico e tattile, i timbri autoprodotti, utilizzando elementi vegetali, ne inseguono le orme.

Rimane solo la consegna ad altre vite e sguardi per allargare la rete di salvataggio, le posture infinite dei sogni possibili con i piedi per terra e il cuore in alto… a sinistra.

P-orto di Terra

Storie terragne, Non Mercato, teatro delle storie senza previa cottura, musica da semenzaio,

noir mediterraneo, aglio, menta e basilico. Un’esperienza fatta di incontri, parole, segni, odori

e sapori per raccontare il progetto “Ter-ragno” dell’associazione “In alto a sinistra”

sabato 20 ottobre – a partire dalle ore 17.30

Masseria Sant’Angelo

via Brizio Elia 14 – Borgo Pace – Lecce

 

Un porto da cui partire e a cui ritornare, come l’odissea ciclica della vita e della terra. È il P-orto di Terra, un momento di restituzione al territorio del lavoro che l’associazione “In alto a sinistra” ha realizzato nell’ambito di Principi Attivi 2010 e che si terrà sabato 20 ottobre nlla Masseria Sant’Angelo nella zona Borgo Pace di Lecce.

 

P-orto di Terra è un evento che vuole mostrare il percorso di un anno di incontri, sperimentazioni, cibo, arte che ha intrecciato storie di produttori e territorio, realtà produttive ‘gastroribelli’ e diversi linguaggi espressivi.

 

A raccontare il cammino del progetto “Ter/ragno. Terretessute, cibo e storie di enodissidenti e gastroribelli” le parole di Maira Marzioni e i di-segni di Gianluca Costantini che hanno raccolto le storie di sei produttori, curatori e coltivatori della terra nel rispetto della sua fertilità, del suo ritmo e dei suoi sapori autentici. Le storie di Maira consegnate al tratto essenziale di Gianluca sciolgono l’intreccio di un’esperienza che, grazie alla cura di Francesco Maggiore, ha trovato porto sensibile in un libro-oggetto dal titolo “Storie terragne”.

 

Nel P-orto di Terra della Masseria Sant’Angelo a partire dalle ore 17.30 approderanno i piccoli produttori protagonisti dei racconti terragni e dell’esperienza del Non-Mercato, un mercato che vuole ritornare ad essere luogo di incontro, scambio di sapori e saperi. L’esperienza del Non Mercato è nata grazie alla collaborazione di associazioni e gruppi informali tra cui “In Alto a sinistra”. Da dicembre a maggio 2012, infatti, il cortile dello Scipione Ammirato è diventato la piazza in cui ripristinare il rapporto tra piccoli produttori enogastronomici biologici, artigiani del riciclo e delle tecniche antiche e consumatori.

 

Ter-ragno è un’esperienza collettiva in cui sono confluiti scrittori, artisti, musicisti, videomaker, fotografi, designer, architetti e progettisti della comunicazione, anime sensibili provenienti da contesti diversi che si sono confrontati sui temi del cibo e dell’autoproduzione.

 

Da questo nodo di relazioni è nata la micro-performance a crudo ‘Terragno. Teatro delle storie senza previa cottura’, messa in corpo-scenico che trae ispirazione dalle parole dei racconti scritti da Maira Marzioni da cui muove la recitazione autentica ed essenziale dell’attore calabrese Francesco Aiello. Un ‘monologo di pancia’ accompagnato dalla scrittura segnica di Gianluca Costantini che dà forma su un telo bianco e sul corpo dell’attore alle storie, in una suggestione improvvisata di parole e immagini. Lo spettatore è invitato ad entrare in un’atmosfera da cantastorie contemporanei che tramandano racconti “tra tecnologia e pero selvatico”. Nel P-orto di Terra la performance sarà arricchita dai ritratti sonori di Silvia Liuti e Michele Piombetti, cantante e chitarrista marchigiani che hanno avviato una ricerca di musiche da semenzaio: un repertorio che riporta le facce delle storie terragne a un terreno ancestrale, ai bordi di un mediterraneo legato alla terra, al dolore, all’amore.

 

Dal legame viscerale con il territorio nasce ‘Noir mediterraneo’ allestimento di Michela Bidetti, progettista per la comunicazione visivo/tattile. Una delle stanze della Masseria Sant’Angelo diventa luogo di puro sentire di odori, sapori ed elementi danzanti. La tensione verso l’inclusione sociale si intreccia a quella sensoriale dando vita ad un ambiente completamente buio da esplorare attraverso gli altri sensi.

 

La conoscenza sensoriale del P-orto di Terra sarà arricchita da ‘Aglio, menta e basilico’, incursioni odorose a cura di Mirodìa, laboratorio artigianale di sapone naturale di Simone Dimitri. La sua presenza sarà un diffusore di essenze a cielo aperto, con odorosi fili appesi, mazzetti aromatici e orme di profumi sparsi nel quartiere.

 

Il P-orto di Terra è un percorso di tessitura e racconto di luoghi e relazioni attraverso ogni canale d’espressione. Per l’occasione, infatti, la masseria di Borgo Pace diventerà un porto da abitare grazie all’intervento dell’associazione AFA – Architets in a farm, cui è stata affidata la cura dello spazio. Gli “architetti in masseria” restituiranno al P-orto la sua natura di luogo di passaggio, rendendo più dolce la nostalgia del mare con luci, colori e percorsi inclusivi.

 

Quando dal mare aperto arrivi al porto ti accoglie una luce di faro, ci sono i mercanti di vibrazioni per il palato, il mistero dei sensi, il teatro delle storie senza previa cottura, la musica da semenzaio e un crogiuolo di parole e segni da esplorare. Quando approdi al porto ogni cosa diventa possibile, ti regali un paesaggio che non conosci, i sensi si arrendono alle storie e agli sguardi che incontri, si mescolano gli umori e i sapori. Il porto ti fa felice perché ti accoglie lasciandoti ripartire.

In alto a sinistra e Mirodìa

In alto a sinistra ha trovato una sorellanza profonda e creativa con il laboratorio artigianale di cosmetica naturale Mirodìa di Simone Dimitri.

La terra e la consocenza delle piante e degli odori di questo particolare territorio diventano nelle mani di Simone un paesaggio-sapone, che In alto a sinistra ha deciso di raccontare scavando nei miti delle essenze utilizzate e dando vita a delle “Essenze di carta”: libricini interamente creati ricercando l’essenza del gesto dello scrivere, dell’inchiostrare, del cucire.

Imagewww.mirodia.it

Manifesto poetico del nonMercato

Dal 18 dicembre ogni utlima domenica del mese fino a maggio si è tenuto a Lecce, nel cortile dello Scipione Ammirato un non-mercato, una piazza in cui ripristinare il rapporto tra piccoli produttori enogastronomici biologici, artigiani del riciclo e delle tecniche antiche e consumatori.

In alto a sinistra ha cercato di curare di volta in volta il “racconto poetico” di queste giornate.

Questo è il manifesto poetico del mercato che riunisce con le parole tutti i “pezzi” che hanno partecipato alla costruzione di un’alternativa al finto km0, al supermercato Bio, alle domeniche al centro commerciale.

La nostra è

 una lotta d’amore

 Ragnatela

di cibo antico,

contamin-azioni di gusto

impasto di terra e fuoco,

creme di mare,

mandorle e pere asciutte di sole

vino utopico.

 Poesia della terra.

 

Non siamo fatti di zucchero,

ma di saponi e fiori,

“radice” di olio,

intrecci di Ulia,

trame tessute,

mani abilmente vissute,

calore di pane e lana cardata,

passione cagliata.

 

Siamo

 

annodatrici di fili sensibili

abitatori di immaginari,

scambiste di sogni

costruttori di fantasie materiche

attori e attrici da terrazze e marciapiede

 

Oh!